14 Novembre 2019
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Le sentinelle contro la violenza sulle donne siete tutti voi

26-11-2018 08:46 - CANDORE VIOLATO
L’appello della pm Alessandra Conforti nell’incontro
organizzato dal Cif di Carrara. «Tempi di reazione migliorati»
MASSA-CARRARA. Passeggiate
e iniziative su tutto il territorio,
ma la giornata internazionale
per l'eliminazione della
violenza contro le donne lancia
forte il suo messaggio istituzionale
dal Polo delle Arti San
Martino di Carrara in un incontro
organizzato dal Cif di Carrara.
Da qui la pm Alessandra
Conforti lo dice chiaro e forte,
l’appello più importante: «La
rete di salvataggio siete tutti
voi: amici, parenti, estranei, vicini
di casa. Solo così, intervenendo
e prestando attenzione,
i risultati miglioreranno
sensibilmente».
I tempi, i tempi sono tutto.
Lo dicono tutti: magistrati, forze
dell’ordine, operatrici, volontarie.
Lo si può facilmente
scoprire ascoltando una qualsiasi
delle testimonianze delle
donne che sono riuscite a sfuggire
allo sfacelo dell’odio di un
uomo.
La pm Conforti cita il caso di
una denuncia di una donna arrivata
il 7 novembre sulla sua
scrivania e che, con velocissimi
passaggi burocratici, al 24
ha avuto una risposta con l’esecuzione
di una misura cautelare.
«Abbiamo salvato una donna
così». Ma è chiaro che le istituzioni
e i volontari lavorano
sulla base di stimoli, che da
qualcuno devono pur arrivare.
«Fare rete è importante,
quando esce dalla caserma dei
carabinieri la donna dove va?
Dopo la denuncia rischia di essere
smarrie. Se siamo amiche,
vicine, parenti facciamoci
un'esame di coscienza e troviamo
un senso civico. Siamo tutti
chiamati a fare le sentinelle.
Si denunciano spesso le piccole
cose sulle quali si lavora,
non il femminicidio o le violenze
tremende, ma l'irreparabile
arriva dopo. Ecco, non arriviamo
a capire solo dopo, quando
si arriva alla testimonianza in
tribunale convocati da un giudice.
Cogliamo i segnali, non
ci trinceriamo dietro la paura
di non farci gli affari nostri. Sono
solo 18 anni che c'è la giornata
internazionale, c'è da fare
di sicuro, ma voglio vedere
il bicchiere mezzo pieno», aggiunge
Conforti.
Spesso si fatica a cogliere il
senso delle iniziative che parlano
di viole nza sulle donne. C’è
una sfiducia, spesso anche motivata,
sull’utilità di questo genere
di iniziative. Il rischio del
parlare ai convertiti. Dubbi
che devono essere tenuti in
considerazione, ma per capire
bene come il lavoro culturale e
istituzionale fatto in questi anni
abbia portato dei frutti vale
la pane guardare alle trasformazioni
che ha prodotto nella
società. E nello specifico nel
ruolo delle forze dell’ordine e
nella creazione dei centri antiviolenza
sparsi sui territori.
Lo spiega benissimo il capitano
Cristiano Marella dei carabinieri
di Carrara. Sembra
di sentire parlare un operatore
sociale, per sensibilità e attenzione
al tema. Dimenticate
l’appuntato dietro la macchina
da scrivere intento a battere
parola per parola la denuncia.
Gli operatori sono professionalizzati
e addestrati a rispondere
alle situazioni.
«Quando si raccoglie la denuncia
bisogna immedesimarsi.
Ognuno di noi è geloso della
propria sfera privata. È inutile
fare gli stenografi, bisogna entrare
in un grado di fiducia
molto alto. Si deve lasciare perdere
l'aspetto burocratico,
non iniziare a scrivere come
fosse il furto di un portafogli.
Io alle donne che denunciano,
come fanno anche i miei colleghi
do i miei riferimenti, chiedo
di essere chiamato a tutte le
ore». E sottolinea l’importanza
dei centri antiviolenza, veri
presidi di salvezza per quelle
donne che prima o dopo la denuncia
fuggono dalla violenza
persecutoria degli uomini. Simona
Raimondi, coordinatrice
del centro Antiviolenza
Donna chiama Donna di Carrara,
ribadisce l’importanza
«dell’accoglienza. Le donne si
devono sentire a casa, bisogna
creare percorsi e fiducia. È un
lavoro lento». Per alzare lo scudo
contro la violenza bisogna
che ttuti alzino un braccio. —
Libero Red Dolce


Fonte: Articolo di Libero Red Dolce da Il Tirreno del 26 11 2018

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